Capobanda, non Presidente

 

di Tonino Scala

 

Non è all’altezza. La verità è questa. Giorgia Meloni non è all’altezza di fare la Presidente del Consiglio. Non ha compreso il ruolo che ricopre, né ha la statura politica, istituzionale, culturale per guidare un Paese come l’Italia. Continua a comportarsi da capobanda, non da leader.

 

E per dimostrarlo, ha scelto di attaccare il Manifesto di Ventotene, il documento che ha gettato le fondamenta dell’Europa unita, libera, democratica e antifascista. Non un testo qualunque, ma la bibbia dell’Europa, il sogno di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni scritto in un confino di regime, tra le sbarre imposte dal fascismo. Un testo che ha dato speranza quando la speranza sembrava morta, che ha indicato una strada quando l’Europa era ridotta in macerie.

 

Ma lei, da capobanda, ha deciso di scomodarlo solo per farne l’ennesimo bersaglio, per rivendicare il suo nazionalismo esasperato e la sua idea di Europa chiusa, sovranista, ripiegata su se stessa. E allora la domanda sorge spontanea: c’era davvero bisogno di attaccare Ventotene per ribadire ciò che già sappiamo? Per dimostrare, ancora una volta, che la sua cultura politica guarda con nostalgia ai muri anziché ai ponti?

 

L’Europa del Manifesto di Ventotene è l’Europa della solidarietà, dei diritti, della pace. L’Europa che ha tratto lezione dal sangue versato e ha scelto di unire invece che dividere. L’Europa che, certo, è imperfetta e va migliorata, ma che senza quella visione non sarebbe mai nata. Attaccare Ventotene non è solo un affronto storico: è una dichiarazione politica, un ulteriore passo nella direzione di un’Europa che torna a chiudersi nei nazionalismi, negli egoismi, nei confini.

 

Ha ragione Federico Fornaro: si inginocchi.

Non davanti a noi, ma davanti alla Storia. Si inginocchi davanti a quel Manifesto, davanti alla memoria di chi ha creduto in un’Italia e in un’Europa migliori. Perché la verità, sotto gli slogan e la propaganda, è sempre la stessa: Giorgia Meloni non è all’altezza.

 

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